Benvenuti su Pecados de Capitales, la newsletter dei peccatori finanziari. Molti clienti e iscritti mi hanno chiesto un parere sull’attivo protagonista di quest’anno: l’oro. La verità è che non è una questione di valutazione né di prezzo. È qualcosa di più ampio, riguarda ciò che sta succedendo nelle principali economie del mondo, e meritava spazio nella newsletter.
Guarda bene questo numero. Nel 1933 un’oncia d’oro valeva 20,67 dollari. Oggi la stessa oncia ne vale 4.000. Cosa è cambiato? L’oro è rimasto oro. Un’oncia è rimasta un’oncia. È cambiato il dollaro.
E non solo il dollaro. Tutte le monete fiduciarie del mondo sono in corsa verso il baratro, a gara su quale si svaluta più in fretta. Stiamo vivendo un momento storico che in pochi capiscono e che tutti subiranno.
Il debito globale ha raggiunto livelli deliranti. Gli Stati Uniti hanno accumulato oltre 36.000 miliardi di dollari di debito pubblico e, di soli interessi, pagano più di quanto spendano per difesa e sanità messe insieme. L’Europa non sta meglio: Italia, Francia, Spagna, tutte con rapporti debito/PIL insostenibili. La Cina nasconde la sua situazione reale, ma i segnali preoccupano.
Dal 2008, e soprattutto dopo la pandemia del 2020, le banche centrali hanno stampato denaro come se non ci fosse un domani. Migliaia di miliardi di dollari, euro e yen creati dal nulla. Risultato? Una svalutazione silenziosa ma implacabile del potere d’acquisto dei tuoi soldi.
Il risveglio dell’oro
Il 2024 è stato l’anno del risveglio. L’oro ha rotto tutti i record storici, superando i 2.700 dollari l’oncia e arrivando a toccare i 3.000 in alcuni momenti. Non è stata fortuna. È stata logica pura.
E il 2025 sta andando anche più forte. L’oro si è consolidato sopra i 3.000 e tutto lascia pensare che continuerà a salire. Siamo in modalità euforia, ma con fondamentali solidi.
La chiave che nessuno racconta
Ecco quello che quasi nessuno spiega: le banche centrali stanno comprando oro in modo massiccio. Cina, Russia, India, Turchia, Polonia, tutte ad accumulare oro fisico a un ritmo senza precedenti. Nel 2023-2024 gli acquisti d’oro delle banche centrali hanno toccato i massimi storici.
Perché? Perché stanno perdendo la fiducia nel dollaro come riserva di valore. Quando sono i custodi stessi del sistema monetario a comprare oro, vuol dire che sotto bolle qualcosa di grosso.
Il dollaro usato come arma
Sono anni che si parla del dollaro come arma geopolitica. Le sanzioni alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina sono state un punto di svolta. Congelare le riserve russe in dollari ha mandato un messaggio chiaro al resto del mondo: i tuoi soldi in dollari sono tuoi finché non decidiamo che non lo sono più.
Il risultato è stata un’accelerazione brutale della de-dollarizzazione. Commercio tra Cina e Russia in yuan e rubli, accordi commerciali in valute locali, riduzione delle riserve in dollari e, soprattutto, acquisto massiccio di oro.
L’oro non ha una password. Non ha bisogno del permesso di nessuno.
L’inflazione ufficiale dice 2-3%, ma il tuo carrello della spesa dice un’altra cosa. La tua bolletta della luce dice un’altra cosa. Il prezzo di una casa dice un’altra cosa. L’inflazione reale è molto più alta di quella ufficiale, e lo sappiamo tutti. L’oro è la copertura storica contro l’inflazione. Lo è sempre stato. Lo sarà sempre.
Gli scenari verso il 2026
Guardando al 2026 possiamo immaginare più scenari. In quello più probabile nel breve periodo le banche centrali continuano a stampare, il debito continua a crescere e l’oro continua a salire in modo graduale ma costante, fino a 4.100-4.500 dollari l’oncia. È lo scenario morbido, in cui tutto resta più o meno com’è, ma peggio. La degradazione monetaria prosegue, e l’oro non fa che rifletterla.
C’è poi la possibilità di una crisi di fiducia, sempre più probabile. Lo scenario più dirompente ma anche il più ordinato sarebbe qualcosa come una Bretton Woods 2.0, una sorta di cigno nero. I Paesi potrebbero sedersi a un tavolo e decidere di azzerare il sistema monetario internazionale, fissando un nuovo standard con copertura parziale in oro o in materie prime. In quel caso, a seconda del livello di copertura, potremmo vedere l’oro superare i 10.000 dollari l’oncia.
Una Bretton Woods 2.0?
Bretton Woods, siglata nel 1944, fece del dollaro la moneta di riserva mondiale, ancorata all’oro a 35 dollari l’oncia. Nixon ruppe quell’accordo nel 1971, e da allora viviamo con moneta fiat pura. È possibile una Bretton Woods 2.0? Più di quanto pensi. Ci sono voci sempre più forti che parlano della necessità di tornare a una copertura reale per le valute.
Non deve per forza essere un gold standard puro. Potrebbe essere un paniere di materie prime — oro, argento, petrolio e rame — una copertura parziale in oro del 40%, oppure una moneta digitale garantita da attivi reali. Quello che è chiaro è che il sistema attuale non è sostenibile. E quando qualcosa non è sostenibile, o crolla o si azzera.
L’oro non è salito. È il denaro a essere caduto.
Torna al numero dell’inizio: 20,67 dollari nel 1933, 4.000 nel 2025. È una svalutazione del 99,4% del dollaro contro l’oro. Se nel 1933 avessi messo da parte 1.000 dollari in banconote, oggi avresti 1.000 dollari in banconote che non valgono quasi nulla. Se con quei 1.000 dollari avessi comprato oro, circa 48 once, oggi ne avresti 192.000.
L’oro non è salito. È il denaro a essere caduto.
La storia parla chiaro. Primo: diversifica fuori dalla carta moneta. Se tutto il tuo patrimonio è in euro, dollari o qualsiasi altra valuta fiat, sei completamente esposto alla degradazione monetaria. Secondo: l’oro fisico è un’altra cosa rispetto all’oro di carta. Terzo: non rimandare a domani — l’oro si compra quando non lo vuole nessuno, non quando lo rincorrono tutti. Quarto: capisci il contesto. Non comprare oro perché sale, compralo perché hai capito che il sistema monetario attuale è rotto.
La protezione non arriva dallo Stato
I governi non sistemeranno questa storia. Non possono. Hanno imboccato una strada fatta di indebitamento infinito e stampa di moneta da cui non si esce facilmente. Possono fare default, che è un suicidio politico. Possono inflazionare il debito, ed è quello che stanno facendo adesso. Possono alzare le tasse in modo brutale, e hanno già cominciato. Oppure possono confiscare i risparmi, cosa di cui in Europa si parla già. La tua protezione non arriva dallo Stato. Arriva da te.
Per cinquant’anni abbiamo vissuto dentro un esperimento monetario senza precedenti: denaro senza alcuna copertura. Quell’esperimento sta arrivando alla fine. L’oro non è un investimento, è un’assicurazione. È il modo di conservare il potere d’acquisto quando tutto il resto si sgretola. L’oro è denaro vero, il resto è credito. E in un mondo soffocato dal debito, dove le banche centrali comprano oro disperatamente e la fiducia nel sistema si incrina, il denaro vero vince sempre.
Se pensi che 4.000 dollari l’oncia siano cari, ricorda che nel 1980 la gente pensava che 850 fossero una follia. Oggi sembrano spiccioli. Nel 2030, probabilmente, 4.000 sembreranno un affare.
La domanda non è se l’oro salirà. La domanda è: quanto continuerà a scendere la tua moneta? E la risposta, purtroppo, è chiara.
Sei pronto?